La notte magica di Nicolas e della "Tavola delle meraviglie" continua. Dopo la prima, ecco la seconda puntata della favola ideata da Valverde.

...Rimasero in aria, senza scendere a terra. In tal modo, Nicolas poté osservarli con attenzione, ammirarli: nessuno era uguale all’altro, né nel colore né nella forma. Il legno di uno luccicava del rosso delle ciliegie mature, un altro presentava bizzarre striature viola, due erano gialli, ma il primo come le foglie d’autunno mentre il secondo come uno splendente sole estivo.

Alcuni erano rotondi, altri ovali, altri ancora ret­tangolari. Tutti erano coperti da tovaglie, e Nicolas mai ne aveva viste di così splendide. Certe sem­bravano intessute col polline dei fiori, tanto erano sottili e leggere, e pregne di un profumo che gli addolciva il cuore; altre, invece, erano formate da petali cuciti fra loro, e rilucevano dei mille colori dei fiori del mondo; e ce n’era una che sembrava un arcobaleno strappato al cielo, e un’altra che sembrava un angolo di notte trapun­tato di stelle, ritagliato da gigantesche forbici e poi disteso sul legno.

"Però manca qualcosa”, si disse Nicolas, sorpreso dal suo non essere più sorpreso. E, in effetti, i tavoli erano vuoti! “Cosa mangerò?”, si chiese il ragazzo. “Pazienza!”, gli rispose il muschio nascosto dietro ai tronchi e sotto le lastre di pietra, “Impara a pazientare come facciamo noi, perché il piacere di una tavola comincia dagli occhi!” E a quello spettacolo Nicolas tornò, assaporandolo con lo sguardo fin quasi a sentirsene sazio: i tavoli, pur mantenendo la loro formazione circolare, avevano iniziato una danza, straordinariamente aggraziata, intrecciando le loro traiettorie come … come farfalle!

TO BE CONTINUED