Dove va a fare la spesa Nadia Moscardi, chef del ristorante Elodia situato all'interno del Parco Naturale del Gran Sasso?

"Nel territorio attorno a me, dove trovo ingredienti che sono di grande stimolo nella mia ricerca di preparazioni e ricette. Verdure e erbe vengono dal nostro orto. E fra i mercati frequento quello dei Coldiretti, a L'Aquila tutti i venerdì". Qui i produttori dei dintorni portano i loro piccoli tesori provenienti da territori molto particolari. Legumi come i fagioli di Paganica che, coltivati vicino alla sorgente del fiume Vera hanno una buccia tenerissima. O come le lenticchie di Santo Stefano e il pisello Robiglio, che crescono a 1300 metri di altezza e, come i fagioli di Paganica, hanno ,la buccia morbida e sottile e non richiedono l'ammollo in acqua prima della cottura.

Un'altra rarità che Nadia, verso il mese di ottobre, trova in questo mercato è la patata turchesa. Un tubero dalle preziose virtù nutritive che stava quasi per scomparire. E' stato l'Ente Parco, molto attivo nella ricerca di piante e semi antichi e caduti in disuso, a recuperarne gli ultimi 30 esemplari da un contadino di montagna e a diffonderla nuovamente. "Con la sua buccia viola azzurra e la sua polpa bianca è stupenda. E si può consumare tutta, buccia compresa dove si concentrano le sostanze più benefiche come i polifenoli e gli antiossidanti. In cucina è molto versatile, la uso in tante ricette diverse".
Fra le delizie più antiche recuperate dall'Ente Parco c'è anche la pastinaca, una carota invernale color avorio che Nadia interpreta in diverse ricette, ad esempio abbinata al coregone, pesce di lago tipico di questi luoghi.

E nella sua esplorazione di ingredienti fuori dai canali mainstream e dalle mode ci sono anche le delizie dei produttori riuniti nelle Terre del tirino. Da loro la chef trova fragoline selvatiche, erbe aromatiche e soprattutto la farina di grano Solina. Quasi integrale, la farina di Solina non ha bisogno della chimica per essere protetta dai parassiti, tenuti lontani dall'escursione termica fra notte e giorno che caratterizza i terreni di alta montagna dove viene coltivata.